|
RUMORE DI FONDO 22 maggio 2006
Andare al di là, al di là dei confini,
oltre a quei sogni che fai da bambini.
Pensare che è poco o forse poco importante
la strada che ha fatto il te stesso viaggiante.
Crederci meno o forse non abbastanza,
le nuvole nel cielo che hai nella stanza,
quando tutto si ferma e ogni cosa che esiste
ha il colore sprecato delle cose già viste.
Non mi fido di me né del mio lato volgare,
ragiono coi lombi se la voglia mi assale.
Scusa adesso sto male.
Scusa adesso sto male.
Scusa adesso sto.
Stringimi adesso, Stringimi ancora,
Stringimi al petto, dimmi quella parola.
Non credo che basti, ma non sai quanto mi piace
intrappolare il mio inferno in questa goccia di pace.
È che ci credo di meno o forse non abbastanza,
non ho più la forza, non ho più la costanza.
E se appoggio le mani dove sono passato
è perché sono in ginocchio e mi sono voltato.
Non mi fido di me quando mi sento diverso,
padrone e schiavo del mio lato perverso.
Scusa mi sono perso…
Scusa mi sono perso…
Scusa mi sono...
E poi non ti nascondo
che certi giorni ho un disturbo profondo.
Apro gli occhi – accendo gli occhi
è c’è un rumore di fondo
che nella mente lentamente scivola,
semplicemente nella mente scivola.
Io non so se ho paura, però è un brivido che
lungo la schiena sale.
Tienimi se vuoi se non ti brucio le mani,
se non ti manca il coraggio, se davvero mi ami.
Perché da solo altrimenti sprofondo,
sommerso da questo rumore di fondo.
Sommerso da questo rumore di fondo.
|