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REQUIEM 13 novembre 1994
Guarda là quel cipresso tetro,
guarda là chi non può tornare indietro,
chi a vent’anni ha già preso il volo,
ha detto “ciao” e ti ha lasciato da solo.
Non c’è più vento, non c’è più pioggia intorno a te.
Non senti niente, ti accorgi solo che non c’è
chi fino a ieri ti sorrideva accanto.
Invece adesso rimane solo il pianto.
Amico mio, ma che ti posso dire?
Solamente che a volte è difficile capire
in che modo il destino ci apre le porte.
Lei cercava la vita e ha incontrato la Morte.
Lei cercava la vita e ha incontrato la Morte.
Lei aveva un amore, l’ha strappata la sorte.
Questa sera, amico Dio, spiegami questa sera
quanto vale questa vita nel progetto tuo infinito
che rimane non capito dentro me.
Ed è così, che ci possiamo fare?
Noi qui ogni giorno a piangere, a ridere e ad amare.
Poi all’improvviso un tuono spacca il cielo.
Viene Sorella Morte e ne sentiamo il gelo.
Ne serberemo il ricordo nel tempo che verrà,
guardando da dietro le nuvole.
E pregando mostreremo la nostra umanità,
che quando tocca il fondo
si dispera ma poi sorge come il sole.
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