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NOTTE SUL VAJOLET 1991
E scende piano dal monte
un canto velato, soave, ancestrale.
La Notte già dà la sua voce
e senti nell’aria un profumo autunnale.
Senti nel buio il gridare di tutte le cime.
Il cielo stellato ti ghiaccia col suo laborlime.
Le Torri, bastioni d’attorno,
ti guardan stupite, incredule, ferme.
Non riescono ancora a capire
L’uomo, la mente, chi vince e chi perde.
Non riescono a credere che tu, insicuro e diverso,
sia tutto sommato il centro dell’universo.
Senti nel buio il gridare di una cornamusa.
Il cielo dà un bacio alla notte,
dolcissima sposa…
Sogni e ti scopri d’attorno
Un coro speciale, seimila fiammelle.
Un dolce tepore spaziale
Che danno nel buio miliardi di stelle.
Una marmotta che fischia nel bosco verde…
Risuona dell’eco montano e poi piano si perde.
La lucciola vola sui prati a parvenza di faro.
Non capisci il senso di questo: eppure è chiaro!
L’ombra del lupo si staglia nella Luna.
Le spade del Sole risvegliano piano Mattina.
Pan, cavaliere dei boschi, musica lento.
Intona Aurora il suo canto
che si perde nel vento…
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