|
IL GRANDE FIUME 13 ottobre 1997
Mi siedo a guardare
che passa lentamente il grande fiume.
Tra nebbia e campi e intorno a me solo il silenzio,
il silenzio intorno a me.
È passato per le valli, è passato per le piane,
portando voci lontane.
Io mi siedo da solo ad ascoltare,
aspettando di vedere il mio nemico passare.
E aspetto una risposta ai miei perché,
aspetto ma non c’è.
E verso le mie lacrime più amare,
pregando che le porti verso il mare.
Il mare…
Lo sento nel silenzio dolcemente gorgheggiare
Una canzone che non so cantare.
La danza delle lucciole tra i fienili e le risaie,
lo stormire delle giunche, il frinir delle cicale.
E sento le canzoni della gente della bassa,
che lavora dentro ai campi mentre il fiume piano passa.
È una musica non scritta e la mia anima è sospesa
tra l’impeto e la pace, tra Siddartha e Vasudeva.
E intanto il fiume scorre dentro di me,
portando via il dolore che c’è.
E lava le mie ferite più profonde,
che si chiudono col passare delle onde.
Le onde…
O grande fiume, vorrei esser come te,
sempre uguale ma ogni istante diverso.
E la tua forza vorrei averla dentro me:
così calmo ma così invincibile…
Mi siedo a guardare
che passa lentamente il grande fiume,
sdraiato su queste sponde.
Se chiami lui risponde, se ascolti capirai.
Senti che pace: non me ne voglio andare mai…
|