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DORIAN 19 maggio 2003
Scende piano, mi picchietta sul vetro.
Io banale dico “ciao, come va’?”
Lei sorride tranquilla, mi sfiora la mano
e mi schianta di serenità.
Scende piano poi mi avvolge leggera,
tra paesaggi che non ho visto mai.
Tra i profumi dell’India e le foglie di the
mi racconta l’amore che c’è.
La mia stella
ha una stella d’argento
che le pende dal collo.
Lei ci crede davvero ma chissà
in quale parte del cielo,
quando alza lo sguardo,
è lì che l’aspetta
la sua felicità...
A volte preferisco il silenzio,
la parola sa dire di no,
e ascolto il bambino che mi piange dentro.
Vuoi tenerlo in braccio un po’?
A volte preferisco la notte,
la luce mostra quello che c’è.
E ritrovo tra i tarli di vecchi scaffali
un ritratto che invecchia con me.
La mia stella
danza nella mia testa.
Io non so dire basta,
tra lusinghe di vita e vanità
Oltre i vetri appannati
da serpenti e elefanti
intanto dorme la città.
Perché Silvia
è un amore diverso
che corre elettrico
tra i messaggi e la musica.
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