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COSA RESTA? 2 gennaio 1999
Guardami: non son più io e tu lo sai.
Tienimi: mi sento fragile come mai.
Scusami, ti prego scusami,
ti ho fatto troppo male.
È che io non riesco più,
non riesco più ad amare.
Lo sai che non ho scelta,
sei al centro dei pensieri miei,
e ho solo questa vita per amarti.
È passato un altro giorno,
ma è un giorno inutile perché
a che serve un giorno senza te.
Lo so che tu ti preoccupi per me
e penso che non sia facile per te.
È bello, sai, ma non c’è niente che puoi fare,
se non che pensare che, che un uomo può cambiare.
È troppo buio questo mare
Dove sono naufragato
E raccolgo quel che ho seminato.
Stai correndo troppo forte,
io ti prego aspettami perché
le mie gambe sono troppo corte.
Scusa, non riesco più a guardarti,
ho voglia di parlarti ma è troppo dura sai.
Ora, con questo nodo in gola,
ti lascio andare sola, ma chissà dove vai…
Muoverò il mio passo stanco,
ritornando sui pensieri miei,
camminado in mezzo alla foresta.
E guardando dalla torre
l’alba del mattino salir su
capirò l’amor che prende e dà…
E poi che resta?
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